Per poter comprendere un ritardo di linguaggio è fondamentale conoscere quale sia un normotipo di sviluppo lingustico; in linea di massima ci sono specifiche tappe anche se dall’esperienza clinica si rileva una forte soggettività che varia da  bambino a bambino. Vediamo quali sono :


0-2/3 mesi: il bambino comunica con voi attraverso il pianto, gli strilli e gridolini ;  il genitore piano  piano impara a distinguere quando si tratta di un pianto legato alla fame piuttosto che una situazione di disagio, al sonno o semplicemente un bisogno di un contatto.


3/4-6 mesi:è la fase in cui inizia a strutturasi l’emissione spontanea di una varietà di suoni, anche se a questa età non vi è ancora imitazione del linguaggio adulto, il bambino è fortemente recettivo e inizia a sperimentare i primi movimenti prassici per “allenare” la bocca ad esprimersi, come gli sbuffi o le “pernacchie”.


6/7-10 mesi: In questa fascia di età i/le vostri/e bimbi/e cominciano ad accostare consonanti e vocali e le ripetono di fila come una specie di filastrocca (la-la-la; ma-ma-ma, pa-pa-pa), è la cosiddetta lallazione canonica per la quale la componente imitativa di ciò che ascoltano assume un ruolo fondamentale. 

In questo stadio sono fondamentali i giochi sonori, la musica e  tutto ciò che può essere utile a instaurare scambi comunicativi enfatizzati e sonori. Questo gioco è propedeutico per favorire l’alternanza dei turni nei dialoghi futuri.


10/12-18 mesi: La lallazione diventa più variegata e complessa con ripetizione delle sillabe che includono più consonanti e che cominciano a formare parole bisillabiche (bu-bu; te-ttè; pa-ppa; ta-tà, ma-mma), queste sono le cosiddette protoparole (precursori di termini più complessi). L’aspetto importante in questo stadio è che ad ogni vocabolo nuovo viene associato un oggetto preciso per cui il bambino arriverà a catalogare circa 50 parole per poi progredire verso un ulteriore  sviluppo lessicale e grammaticale.

18-24 mesi: La fase di esplosione del vocabolario in cui il bambino dopo aver immagazzinato un buon vocabolario ricettivo e una modesta quantità di parole, le elabora e le inizia ad esternare e riprodurre, sperimenta e acquisisce sempre più parole, arrivando circa a 200 vocaboli.


A 30 mesi: il bambino inizia ad avere familiarità non solo con i nomi degli oggetti, ma riescono ad accostare loro un aspetto semantico, a pronunciare e comprendere il significato di verbi e aggettivi, combinando insieme facilmente due o più parole (es. bimbo vieni, tieni mamma). In questa fase il loro vocabolario semantico-lessicale è composto da circa 600 parole e inizia a utilizzare semplici regole di grammatica.


I genitori possonoaccompagnare il bambino nell’acquisizione del linguaggio in maniera armonica rispettando tante piccole regole :
– Parlate con loro sin da quando sono nel grembo materno in modo da abituarsi al vostro timbro vocale.
– strutturante un ambiente stimolante ed idoneo da un punto di vista sonoro con letture, canzoncine, musica, filastrocche, fin dai primi giorni di vita.
– Quando comincia la lallazione potete giocare con i suoni e con le parole negli scambi comunicativi , per stimolare l’alternanza comunicativa mantenendo toni affettuosi, e modulando la voce e darle varie sfumature sonore.
– associate al linguaggio e all’espressione verbale la musica e il movimento che rappresenta triade perfetta per il suo armonico sviluppo linguistico e non  solo.

Prendersi del tempo speciale per giocare con i vostri bambini è fondamentale strutturando giochi simbolici in base alle vostre e loro preferenze, in cui vi possiate perdere con loro nella fantasia insita nel gioco, sarà un occasione di forte ampliamento semantico lessicale associando ad ogni oggetto il proprio nome, inventando storie e creando al tempo stesso una perfetta sintonia e legame di affetto con il bambino. 

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